Lo «sprint» che sta manifestando il nucleare, nell’anno appena iniziato, potrebbe portare ad un’impennata dell’utilizzo di questa fonte energetica, tanto che già si parla di «nuova era» dell’impiego di soluzioni «sicure e pulite» per alimentare diversi comparti produttivi e per facilitare i consumi da parte dei cittadini: a farlo sapere è stata l’agenzia internazionale del settore (Aie) che, nel suo rapporto appena dato alle stampe, ha voluto mettere in grande evidenza l’impulso «in termini di nuove politiche, progetti, investimenti e progressi tecnologici», laddove, è stato spiegato, in tutto il mondo «la domanda di elettricità cresce fortemente».
È, tuttavia, recita il documento, più che mai «necessario affrontare sfide quali i costi relativi a tale tecnologia, i ritardi dei progetti ed il loro finanziamento», tanto che il direttore esecutivo dell’Agenzia Fatih Birol ha riferito che il nucleare è «destinato a generare un livello record di elettricità nel 2025».
Nello specifico, ha illustrato il vertice dell’organismo internazionale, oltre 70 GW di nuova capacità nucleare sono in costruzione a livello globale, mentre più di 40 paesi in tutto il mondo hanno piani per espandere il ruolo di tale fonte nei loro sistemi. E ciò, secondo il direttore dell’Aie non è un fenomeno «tanto legato al cambiamento climatico quanto alle nuove necessità per i data center», che richiedono tanto consumo di elettricità.
Lo sviluppo stimato nell’annualità in corso, pertanto, viene osservato nel testo, «è dovuto a preoccupazioni sulla sicurezza energetica, al rafforzamento del supporto politico, ai progressi tecnologici e alle crescenti esigenze di energia distribuibile a basse emissioni». Lo scenario esaminato dall’Agenzia è quello nel quale, si legge, l’energia nucleare «produce poco meno del 10% della generazione globale ed è la seconda fonte di elettricità a basse emissioni oggi dopo quella idroelettrica».
Ma a quanto ammontano le risorse destinate alla crescita di questo versante produttivo? Nel documento si precisa che gli investimenti nel nucleare sono aumentati, arrivando a quota 65 miliardi di dollari circa nel 2023, quasi il doppio rispetto a un decennio fa. Malgrado le cifre considerevoli, per l’Aie è palese che l’industria nucleare «dovrà superare diversi ostacoli per ottenere un vero ritorno e contribuire pienamente alle transizioni verso l’energia pulita. In particolare, la costruzione di reattori su larga scala nelle economie avanzate ha visto negli ultimi anni ritardi sostanziali e grandi sforamenti di costo», viene riferito. Ed «il mercato altamente concentrato per i fornitori di tecnologia nucleare potrebbe ostacolare lo sviluppo».
Sul fronte italiano, infine, è stato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto a parlare dei progressi nazionali: il disegno di legge delega sul nucleare «è pronto, andrà in un prossimo Consiglio dei ministri e nel contempo stiamo lavorando sul decreto bollette» per calmierarle con il dicastero dell’Economia, ha dichiarato.